I più bei monumenti di Alghero

Weekend di ottobre nella città sarda in occasione di “Monumenti Aperti”, bellezze architettoniche a portata di mano.

Alghero fortificazione

Dal Campanile di Santa Maria, al Museo Diocesano di Arte Sacra, passando per il Palazzo Civico, la Torre di Porta Terra e il Villaggio nuragico di Palmavera. Tanti sono i luoghi  di Alghero che sarà possibile visitare il 15 e il 16 ottobre in occasione di “Monumenti aperti”, una manifestazione nata nel 1997 a Cagliari per iniziativa dell’associazionismo civile e culturale e dell’Amministrazione Civica e animata da gruppi, associazioni e scuole che accolgono i visitatori e guidano alla scoperta dei beni archeologici, storico, artistici e ambientali del proprio centro. Così anche Alghero, un antico borgo catalano sul mare, è pronto a farsi conoscere al meglio. Non solo, quindi, un’infinità di colori e paesaggi, sole e temperature miti tutto l’anno, storie e leggende di antiche civiltà, il suono dell’antica lingua catalana, il fascino della vela, ma anche l’anima della città raccontata attraverso i suoi monumenti.

Ecco, ad esempio, il Campanile di Santa Maria: stile gotico- catalano, con un portale raffinato, simile a quelli della Pietà e di Santa Eulalia, nella cattedrale di Barcellona. Ma il 15 e  16 ottobre sarà possibile conoscere meglio anche la storia della Chiesa di Santa Barbara. La prima notizia di questa chiesa, originariamente intitolata a S. Andrea, risale al 1526. L’attuale denominazione deriva da un deposito di polveri da sparo (santabarbara) che fu installato nelle sue vicinanze in epoca non precisata. Nel prospetto della chiesa, in conci di arenaria e originariamente ad arco inflesso, è presente l’ingresso nell’aula, coperta da volta a botte, che si conclude nell’abside pentagonale.

La Torre di San Giacomo, risalirebbe invece al XVII secolo. Nota anche come “Torre dei Cani” (per aver svolto anche il ruolo di canile municipale), in origine era composta di ben tre piani, due dei quali sono comunque ancora oggi perfettamente conservati. Assolutamente da non perdere anche il villaggio nuragicodi Palmavera: un corpo centrale costituito da due torri e dall’antemurale intorno al quale si svolge il resto del villaggio. La torre principale appartiene alla prima fase di fondazione del villaggio ed è costruita con grossi blocchi poligonali in calcare ed arenaria. La Capanna delle riunioni ha un ruolo speciale nel consesso del villaggio. La sua posizione, intersecata dall’antemurale, ha un valore simbolico sociale interpretato dalla sua collocazione a metà tra il “palazzo” del signore ed il resto del villaggio; essa è il luogo del dialogo e dell’amministrazione del potere civile e religioso di spazi relax dove concedervi rigeneranti break.

Tra i tanti monumenti ecco, infine, il Museo Archeologico della Città che conserva le più antiche testimonianze della presenza dell’uomo nel territorio, dal periodo proto-storico, all’epoca nuragica, al periodo fenicio e romano. Un percorso espositivo che si articola intorno a tre temi particolarmente significativi per Alghero ed il suo territorio: Il mare, I modi dell’abitare, Il mondo del sacro. Dopo Alghero, l’iniziativa approderà a Olbia il 22 e 23 ottobre, infine a Bosa il 29 e 30.

 

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